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poetica

curiosando per il web in cerca di amici

anna dalmartello

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sono amante della salute e del benessere fisico NON SMETTERE MAI DI SOGNARE E NON PERMETTERE A NESSUNO DI RUBARTI I TUOI SOGNI
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Discussione su PASTIERA DI GRANO

 

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PASTIERA DI GRANO

INGREDIENTI:
12 PERSONE:
PER LA FROLLA: girl_handsacrossamerica
500 gr. farina
200 gr. strutto (oppure 250 gr. burro )
5 tuorli d’uovo
250 gr. zucchero
un pizzico di sale
la buccia di un limone
PER IL GRANO:  thumbs_up
200 gr. grano bagnato
400 cl latte
1 buccia d’arancia fresca
1 noce strutto
1 cucchiaino da tè di zucchero
1 bustina vaniglia
PER IL RIPIENO: guy_handsacrossamerica
300 gr. ricotta fresca di pecora
200 gr. zucchero
5 tuorli d’uovo e 3 albumi
1 pizzico cannella in polvere
1 fialetta d’acqua di fiori d’arancio
20 gr. cedro candito
30 gr. scorzette d’arancia candite
PREPARAZIONE: smile_teeth
1° giorno prima di fare la pastiera
, fate cuocere il grano nel latte e tutti gli altri ingredienti indicati, fino a quando non si assorbe tutto il latte e tutto ció risulta denso e cremoso. E conservatelo a frigo fino al giorno seguente. Il giorno dopo preparate la pasta frolla in questo modo: disponete a fontana la farina e mettete al centro i tuorli, il burro oppure lo strutto, la buccia grattugiata del limone, lo zucchero e un pizzico di sale. Cominciate a mescolare i vari ingredienti con le mani e incorporate, poco alla volta, la farina. Quando l’impasto diventa piuttosto solido, continuate a spezzarlo con le mani, senza lavorarlo troppo, però, come si fa normalmente, e questo finché non diventa di colore uniforme. Fate riposare l’impasto avvolto in una pellicola per mezz’ora, prima di servirvene. Passate al setaccio la ricotta, aggiungete lo zucchero e lavoratela per 10 minuti, finché non diventi una crema liscia, quindi incorporate uno alla volta i tuorli, quindi il grano cremoso preparato e l’acqua di fiori d’arancio. Aggiungete la cannella, i vari canditi a piccoli pezzi e in ultimo gli albumi montati a neve. Stendete due terzi della pasta frolla piuttosto sottilmente su un foglio di carta oleata e foderate la teglia; poi riempitela con il composto preparato, che sarà piuttosto molle. Con il resto della pasta fate delle strisce di 2 cm con la rotella dentata, e ponetele a griglia sul composto, in modo da ottenere un reticolo di rombi dal quale emerga il ripieno. Cuocete in forno 160C°per un’ora e anche più (dipende dal forno). Il ripieno deve asciugarsi e la pasta frolla deve apparire bionda. Fatela raffreddare senza sformarla e poi, spolverizzatela con zucchero a velo.
Purtroppo vi darà un po’ di lavoro ma il risultato è eccellente, farete un figurone.
La teglia deve essere di latta, alta 4 cm, che si usa quasi esclusivamente per questo dolce e che, nonostante la sua modestia, si presenta anche in tavola.
La pastiera, infatti, non si sforma mai, e anche in pasticceria
viene venduta nella teglia di cottura.

TESTO ANIMATO

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per le mie amiche

 
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buona festa della donna

ddonne!

donne, afgane con burka, prigioniere silenziose...

 spose infelici,di mariti padroni...

 

donne italiane...con burka, invisibili, psicologici---vituperate, picchiate, calunniate, ma tanto poco amate...

donne , rincchiuse in prigioni dorate, da mariti

padroni!

donne,senza anima,depresse,offese

donne....che non sono padrone della loro esistenza.

che ,per il marito tutto quello che fanno è una

scemenza!!!

donne,che per avere un po di indipendenza

fanno una vita di tutta dipendenza....

donne ma a che cosa è servita la lunga lotta--

di tutta una vita....

per raggiungere la tanto amata parità

 

 

Discussione su ** Il Calendario Celtico **

 

Citazione

** Il Calendario Celtico **
 

 IL CALENDARIO CELTICOImage hébérgée par hiboox.comfitpath="t">

Il calendario celtico per i Drudi è di grande importanza in quanto è un antichissimo sistema valido per vedere qual'è il periodo dell'anno più giusto per fare della magie. Esso veniva scritto con un misterioso alfabeto che in pochi conoscono, OGHAM, ed era inciso su bastoni di legno o sulle grandi pietre preziose. Fu il Dio Ogma ad insegnarlo ad i primi Drudi per poi poterlo tramandare con discrezioni a pochi iniziati.

Il calendario celtico è diviso in 13 mesi come le lune piene che ci sono in un anno. Ad ogni mese lunare corrisponde un albero sacro. E ad ogni albero corrisponde un segno zodiacale, che mostra le caratteristiche delle persone.

 

23 dicembre.... IL VISCHIO             Image hébérgée par hiboox.com

I nati in questo giorno sono delle persone speciali, solitamente posseggono grandi poteri magici ed hanno la missione di insegnare agli altri.

Infatti, fra tutte le piante magiche il Vischio è la più sacra. I Drudi la raccolgono con un falcetto d'oro e la conservano scrupolosamente.

Regalare un mazzetto di Vischio è di ottimo auspicio e porta fortuna e ricchezza.

 

24 Dicembre - 20 Gennaio... La Betulla     Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto la Betulla sono persone dotate per gli studi, che amano vivere sui libri.

Possono aiutare in ogni situazioni ed hanno una sviluppata capacità intellettiva.

 

 

21 Gennaio - 17 Febbraio... Il Sorbo      Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Sorbo sono simpatici, originali e sempre molto allegri, e sono gli amici ideali perchè sono fidati e altruisti.

 

 

 

18 Febbraio - 17 Marzo... Il Frassino      Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Frassino sono sei sognatori, non amano le avventure e non sono molto coraggiosi, ma hanno grandi poteri magici e sono intuitivi.

 

 

 

18 Marzo - 14 Aprile... L'Ontano        Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto l'Ontano sono testardi, dotati di grande forza di volontà, generosi, brillanti, coraggiosi, e sono per natura portati al comando.

 

 

 

 

15 Aprile - 12 Maggio... Il salice     Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Salice hanno un'eleganza innata e un fascino istintivo, sono simpatici e romantici e non sono mai privi di energia.

 

 

 

13 Maggio - 9 Giugno... Il biancospino       Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Biancospino hanno una enorme forza di volontà, sono dei perfezionisti, Curiosi, sono affascinati dal sapere in generale e sono molto generosi.

 

10 Giugno - 7 Luglio... La quercia     Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto la Quercia sono persone forti e solide. dal carattere frmo, tranquillo e deciso. Sono le persone ideali da avere accanto nei momenti di difficoltà.

 

 

8 Luglio - 4 Agosto... L'agrifoglio     Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto l'Agrifoglio sono solari e decisi, forse un pò egoisti, ma profondamente positivi e portati ala vittoria sui problemi e le difficoltà.

 

5 Agosto - 1 Settembre... Il nocciolo                  Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Nocciolo sono più portati al pensiero che all'azione. Ironici e spiritosi, sono affascinati dal sapere e dal soprannaturale.

 

 

2 Settembre - 29 Settembre... Pruno selvatico    Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Pruno cambiano facilmente umore, alternando periodi di allegria con altri di tristezza. sono molto simpatici, ma a volte faticosi da sopportare perchè imprevedibili.

 

 

 

30 Settembre - 27 Ottobre... L'edera    Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto l'Edera sono molto affascinanti da tutto quanto è misterioso e insolito. Sono persone positive, ma forse un pò troppo possessive. Come la pianta si attaccano agli amici e possono essere un pò soffocanti.

 

 

28 Ottobre - 24 novembre... Il tasso    Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Tasso hanno un carattere malinconico e portano alla riflessione. Sono molto intelligenti, a volte addirittura geniali.

 

 

 

25 Novembre - 22 Dicembre... Il Sambuco      Image hébérgée par hiboox.com

I nati sotto il Sambuco sono persone generose, portati a grandi slanci di creatività e di entusiasmo, ma sono anche esigenti e pretendono rispetto dagli altri.

 

 

 
 
 
 
 
                                                Image hébérgée par hiboox.com

LA FELICITà

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Discussione su Il guerriero della luce

 

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Il guerriero della luce
 
 
 

                                                                                                                                     

Il guerriero della luce

                                                                                                                                

"Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.

Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo. Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato a i suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto "si" quando avrebbe voluto dire "no". Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore".  
 
Paulo Coelho
 
Immagini e grafica da
 

        

Discussione su RISOTTO ALLA FRUTTA

 

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RISOTTO ALLA FRUTTA

INGREDIENTI:     
PER 4 PERSONE:
320 gr. di riso
300 di polpa di frutta a scelta(banane, prugne,pesche,mele ecc.)
100 gr. di piselli vanno bene anche (surgelati)
1 pompelmo
1 scalogno
½ litro di brodo vegetale
50 gr. di burro
1 bustina di zafferano
Sale, pepe
PREPARAZIONE:
Stufate lo scalogno tritato, con metá burro. Versate il riso, e tostatelo e bagnatelo con il succo di pompelmo. Cuocete il riso per 10 minuti, bagnando con il brodo, dopodiché unite i piselli, lasciate cuocere ancora 5 minuti, aggiungete lo zafferano e la frutta, sbucciata e tagliata a piccoli pezzi, Portate a cottura il riso, condite con il burro rimasto una abbondante macinata di pepe fresco, controllate il sale e servite subito.

Discussione su PASTA PER BIGNÈ

 

Citazione

PASTA PER BIGNÈ

INGREDIENTI:
(circa 15 bigné)
65 gr. di farina 00
50 gr di burro
mezzo cucchiaino raso di zucchero semolato
2 uova piccole
sale.

PREPARAZIONE:
Versate 1,25 dl di acqua in un pentolino con il il burro. Aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero e portate il tutto a ebollizione a fuoco basso, finché il burro è sciolto. Versate tutta la farina in un colpo solo nella pentola e mescolate bene con un cucchiaio, lavorando sempre sul fuoco. Continuate a mescolare finché l’impasto si raccoglie a palla. Di solito avviene piuttosto rapidamente, ma dipende dalla farina usata. Spegnete subito la fiamma. Lasciate intiepidire per qualche minuto. Rompete le uova in una ciotolina e sbattetele. Versatele nel pentolino e mescolate energicamente. L'uovo verrà assorbito dalla pasta poco a poco. Otterrete alla fine un impasto piuttosto sodo, che si mescola quasi a fatica con il cucchiaio. Versate questa pasta in una tasca da pasticcere, senza la bocchetta in questo caso e deponete su una placca coperta con carta da forno dei mucchietti di pasta circa 2 cm. di diametro lasciate un po di spazio tra loro.
Se non avete la tasca, deponete delle piccole cucchiaiate di impasto: prendete un cucchiaino pieno di impasto e staccatelo sulla placca aiutandovi con un altro cucchiaio. Mettete la placca nel forno già caldo a 210° circa. Lasciate cuocere per 20 minuti, senza mai aprire lo sportello del forno durante i primi 15 minuti. Quando i bigné sono dorati (avranno almeno raddoppiato il loro volume iniziale), bucate il fondo rigirandoci la punta di un coltellino e rimettete nel forno spento per qualche minuto: questo permette all'umidità all'interno di uscire. Togliete i bigné dal forno e lasciateli raffreddare prima di farcirli. Sono ottimi con crema pasticcera .
Ma potete preparare i bigné con panna montata oppure con un miscuglio di panna montata e crema pasticcera e coperti con salsa di cioccolato.

           

Discussione su CROSTATA DI PINOLI

 

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CROSTATA DI PINOLI

INGREDIENTI:
PER 6 PERSONE:  

Ingredienti: Per La Pasta Frolla:
200 gr. farina 00
100 gr. Burro
100 gr. zucchero
1 Uovo
1 Pizzico Sale
2 Cucchiai vino bianco dolce
1 Limone (buccia Grattugiata)
Per La Crema:
3 Uova
30 cl Latte
100 gr. zucchero
1 Cucchiaio Farina
Vaniglina
120 gr. pinoli
Per Spolverizzare:
Zucchero a velo

PREPARAZIONE:
Setacciate la farina e mescolatela con lo zucchero, il sale, la buccia di limone, l’uovo, il burro a pezzi e il vino, impastate velocemente con le mani, formate una palla e mettetela in frigorifero per mezz’ora, ricoperta da un canovaccio. Imburrate e infarinate una tortiera di 25 cm di diametro, stendete la pasta frolla facendo tutt’intorno un bordo, bucherellate la pasta con una forchetta, coprite con un foglio di carta oleata e mettete sopra dei fagioli secchi. Fate cuocete in forno per 30 minuti a 200° C. Intanto preparate la crema. Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a renderli ben spumosi, aggiungete la farina e la vaniglina, diluite con il latte bollente, mettete sul fuoco e mescolate con 1 cucchiaio di legno, quando alza il bollore, abbassate la fiamma e fate cuocete per pochi minuti, affinché non diventi densa e cremosa. Togliete la torta dal forno, togliete i fagioli e versate la crema all’interno, mettete sopra i pinoli e rimettete in forno per 15 minuti. Togliete dal forno e spolverizzate con zucchero a velo.
Lasciate raffreddare e servite.

       per le persone golose che vengono a trovarmi quando pubblico le ricette

bimbo mio

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bimbo mio..

non l'avrei mai detto...

che a rubarmi il cuore..

ci riuscisse un bimbetto...

da quel giorno che sei arrivato ed hai fatto capolino in braccio al tuo caro paparino...

sentivo che eri tu il mio dolce destino...

piccino.. piccino..

son passati già sei mesi ...non c'è giorno che io non ti segui..

i tuooi sorrisini...la scoperta delle tue manine...poi dei piedini....ogni giorno

c'è una novità!

ma ...forse nessuno lo sa ...che per la nonna sei  la più bella novità e il più bel regalo che

mi potessero fare mamma e papà

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lampare nella notte di luglio

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LAMPARE NELLA  NOTTE DI LUGLIO

 Portofino, Zoagli, Santa Margherita,con Rapallo..

e Chiavari che chiude...il golfo del tigulio

lampare nella notte di luglio

Amo questo golfo nel mar ligure ove trascorro le mie vacanze estive.

Ove quasi per caso arrivai spinta forse da un richiamo lontano,che ogni

tanto affiora nella mente...di un golfo lontano...ora non più italiano....

OH  dolce e caro ai ricordi golfo del Quarnaro!!

che con Fiume, Abazia,Laurana...Icici,Ica, che con le tue lampare

nella notte di luglio rendono fraterni al mio cuore il golfo del quarnaro e il golfo del tigulio.

 

 

Discussione su Carlo Ponti:Sessantanni di cinema

 

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Carlo Ponti:Sessantanni di cinema

                                                                                                                                            

Carlo Ponti, 60 anni di film

1966: la storica locandina di «Blow up», il film di Michelangelo Antonioni, prodotto da Carlo Ponti, interpretato da David Hemmings, nel ruolo di un fotografo, nel 1968, insieme a Vanessa Redgrave e Jane Birkin (Ansa)

1954: la locandina del film «La strada»

1965: la locandina del film «Dottor Zivago» diretto da David Lean

1988: la locandina de La ciociara

Locandina di «Ieri oggi domani» (1963)

Ponti e la Loren sul set del film «Matrimonio all'Italiana» nel 1964


 

Deceduto il produttore Carlo Ponti
Ha prodotto circa 150 film, tra i quali «La strada» di Fellini, «Il dottor Zivago» di David Lean, «Blow-Up» di Antonioni
 
Carlo Ponti con la moglie Sofia Loren
GINEVRA
- Il produttore cinematografico Carlo Ponti, 94 anni, è deceduto la notte scorsa all'ospedale cantonale di Ginevra dove era entrato per una complicazione polmonare. Ponti era sposato con Sofia Loren dalla quale aveva avuto due figli, Carlo jr. ed Edoardo. I funerali si terranno in forma strettamente privata. Ponti era nato a Magenta, in provincia di Milano, l'11 dicembre 1912. Dal 1941 ha prodotto circa 150 film, tra i quali «La strada» di Federico Fellini, «Il dottor Zivago» di David Lean, «Blow-Up» di Michelangelo Antonioni.

PRODUTTORE - Iniziò a produrre pellicole di origine letteraria come «Piccolo mondo antico». Poi la Lux, la maggiore società di produzione italiana di quegli anni Quaranta-Cinquanta, gli affidò film quali «Gioventù perduta» di Germi e «Il mulino del Po» di Lattuada. Nel 1950 si unì a Dino De Laurentiis, costituendo un binomio produttivo fra i più attivi nel mondo del cinema, realizzando tra gli altri «Europa '51'» di Rosselliini e «L' oro di Napoli» di De Sica. Finito il sodalizio con De Laurentiis, tra il '54 e il '58, inizia il suo rapporto con Sofia Loren, giovane attrice che aveva conosciuto in un concorso di bellezza e produsse per lei i primi titoli che la imposero anche in campo internazionale. Tra il Sessanta e il Settanta legò la propria attività soprattutto a Michelangelo Antonioni, di cui produsse «Blow Up», «Zabriskie Point» e «Professione reporter». Il suo maggiore successo in campo internazionale resta comunque «Il dottor Zivago» con la regia di David Lean, basato sul celebre romanzo dello scrittore russo Boris Pasternak, che ottenne 10 nomination e conquistò 5 oscar.
LOREN - Ponti si era sposato due volte. Nel 1966 aveva concluso la sua complicata vicenda giuridica matrimoniale con Giuliana Fiastri e, dopo aver ottenuto il divorzio in Francia, aveva potuto sposare Sofia Loren. Ma dovette ottenere prima la cittadinanza francese poiché in Italia non c'era ancora il divorzio. Dall'unione nacquero nel 1968 Carlo Junior e nel '73, Edoardo.

 

 

PEGASO

 Image Hosted by ImageShack.us,IL CAVALLO  ALATO DEI SOGNI
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VORREI CHE PEGASO MI PORTASSE LONTANO LONTANO
IN UN MONDO DOVE NON CI SIA CATTIVERIA ....CHE BRUTTO ASCOLTARE ALLA TELEVISIONE NOTIZIE DI STRAGI  FATTE CON FEROCIA DISUMANA CONTRO DUE DONNE ED UIN BAMBINO SENZA PIETà ...COSA HANNO CONCLUSO A SCATENARE IL LORO BARBARO SADISMO CONTRO ESSERI INDIFESI COME DONNE E BAMBINI ...QUALE GESTO DI BRAVURA PENSANO DI AVERE FATTO ...TROPPO FACILE INVEIRE CONTRO UN BAMBINO DI DUE ANNI ..E PER GIUNTA UNA DONNA...VERGOGNA  DOPPIA VERGOGNA ...E CHE MISERANDA SPIEGAZIONE ...UN MALDITESTA ...PIANGEVA ....DAVA FASTIDIO....SONO VERAMENTE RATTRISTITA ED INDIGNATA....VORREI CANCELLARE CON UN COLPO DI SPUGNA TUTTO IL MARCIO DI QUESTO MONDO E CREARE UN MONDO A DIMENSIONE UMANA  UN MONDO ADATTO AI BAMBINI ..UN MONDO DOVE C'è IL RISPETTO UMANO E NON LA DEPRADAZIONE!!!

la danza della vita

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salve gente buon anno la vita va avanti siamo nell'anno nuovo sonotornata la befana ha portato via tutte le feste ...ma ho avuto tempo anche di prendere decisioni nuove per il prossimo natale abbandonerò la montagna e andremo a fare un viaggio neoi paesi caldi in spiagge meravigliose ...brasile!!! evviva finalmente mio marito si è deciso ad abbandonare il pare tado in montagna e andare a divertirci in terre lontane con amici

Discussione su Presepe?.... si..grazie....

 

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Presepe?.... si..grazie....

Bambinello in cera(Presepe siciliano)

 

Presepio è amare la vita, presepe è viverla pienamente, presepio è

assaporarla con la gioia e la famiglia,presepe è scoprirne

la bellezza lentamente, presepio è dare a tutto il giusto senso,

 presepe è gustarne dolcemente ogni momento,

presepio è desiderare la cosa più preziosa,

il gioire dei bimbi e l'amore della propria sposa.

Presepe
è dare alla propria storia, il profumo di una rosa,

 ricordando che viene da Dio qualunque cosa.

Presepio è avere ogni giorno una luce che brilla,

e che alla sera si rinchiude nello scrigno del tuo cuore.

Presepe è la prima radice della vita,

dove Gesù nasce e grida al mondo: amore, amore, amore.

Il Presepio di Z. G

  

Il presepe è un segno di cultura e di fede

Giovanni Paolo II riafferma il valore del presepe

Parlando prima dell’Angelus, il papa ha definito la rappresentazione della natività di Gesù

come “un elemento della nostra cultura e dell’arte, ma soprattutto un segno di fede in Dio,

 che a Betlemme è venuto ‘ad abitare in mezzo a noi’ (Gv 1,14)”.

In piazza san Pietro erano presenti ragazzi e ragazze di Roma per la tradizionale

 benedizione della statuetta del “Bambinello”, che verrà posta nel presepio.

Nei giorni scorsi in Italia ha fatto scalpore la notizia che in alcune scuole

non si prepara il presepio per rispetto verso studenti di altre religioni, in particolare mussulmani.

Nel dibattito che ne è sorto , molti musulmani si sono dichiarati

a favore del presepio, dato che l’Islam venera Gesù come profeta.

Personalità ecclesiastiche hanno precisato

che chi vuole cancellare il presepio dalle scuole è in realtà mosso

 non da rispetto verso i mussulmani, ma da idee laiciste,

che confondono la tolleranza con il relativismo delle idee.

 
Il trend negativo va avanti ormai da qualche anno
Il Presepe non si vende più, via dagli scaffali
La Rinascente di Padova elimina le statuine: «Scelta di marketing, non religiosa».
 Ma la decisione fa discutere
PADOVA - Brutti tempi per Giuseppe, Maria e il Bambinello. A sentire la Rinascente di Padova
le statuine del Presepe non vanno più. Nessuno le vuole, nessuno le compra.
Ergo: spariscono dagli scaffali e vanno pensionate.
«Da qualche anno - riferisce l'ufficio centrale del marketing della Rinascente
- il prodotto non si vendeva più. Non c'era business.
E se un oggetto non si vende, noi lo eliminiamo».
A quanto sembra, il trend negativo va avanti ormai da qualche anno.
La notizia è riportata da Il Gazzettino.

IL CASO - La decisione, che peraltro negli anni scorsi era già stata presa
da altri grandi magazzini della città veneta,
ha suscitato varie prese di posizione. Da don Cesare Contarini,
direttore del settimanale diocesano «La difesa del Popolo»,
il quale vi vede «un segno della secolarizzazione»,
ma osserva che i presepi nelle chiese vengono visitati ancora
da moltissime persone; all'assessorato all'Identità Veneta della Provincia,
che organizza corsi itineranti gratuiti sull' «Antica tradizione del presepe»,
con lezioni pratiche per la realizzazione di queste ricostruzioni in miniatura della Natività.
Da il corriere della sera

Sono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività. Nei loro brani c'è già

 tutta la sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome latino

 di praesepium ovvero recinto chiuso, mangiatoia.

Si narra infatti della umile nascita di Gesù, come riporta Luca, "

in una mangiatoia perché non c'era per essi posto nell'albergo" (Ev., 2,7);

 dell'annunzio dato ai pastori; dei magi venuti da oriente

 seguendo la stella per adorare il Bambino che i prodigi del cielo

 annunciano già re. Questo avvenimento così familiare e umano

se da un lato colpisce la fantasia dei paleocristiani rendendo

loro meno oscuro il mistero di un Dio che si fa uomo,

dall'altro li sollecita a rimarcare gli aspetti trascendenti quali

 la divinità dell'infante e la verginità di Maria.

 Così si spiegano le effigi parietali del III secolo nel cimitero di S. Agnese

e nelle catacombe di Pietro e Marcellino e di Domitilla in Roma che

 ci mostrano una Natività e l'adorazione dei Magi,

 ai quali il vangelo apocrifo armeno assegna i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre,

ma soprattutto si caricano di significati allegorici i personaggi

dei quali si va arricchendo l'originale iconografia: il bue e l'asino,

aggiunti da Origene, interprete delle profezie di Abacuc e Isaia,

divengono simboli del popolo ebreo e dei pagani; i Magi il cui numero di tre,

fissato da S. Leone Magno, ne permette una duplice interpretazione,

quali rappresentanti delle tre età dell'uomo: gioventù, maturità e vecchiaia

 e delle tre razze in cui si divide l'umanità: la semita, la giapetica

 e la camita secondo il racconto biblico; gli angeli,

esempi di creature superiori; i pastori come l'umanità

da redimere e infine Maria e Giuseppe rappresentati a partire dal XIII secolo,

in atteggiamento di adorazione proprio per sottolineare la regalità dell'infante.

 Anche i doni dei Magi sono interpretati con riferimento alla duplice natura di Gesù

e alla sua regalità: l'incenso, per la sua Divinità, la mirra,

per il suo essere uomo, l'oro perché dono riservato ai re.

A partire dal IV secolo la Natività diviene uno dei temi

dominanti dell'arte religiosa e in questa produzione spiccano per valore artistico:

la natività e l'adorazione dei magi del dittico a cinque parti

in avorio e pietre preziose del V secolo che si ammira

 nel Duomo di Milano e i mosaici della Cappella Palatina a Palermo,

 del Battistero di S. Maria a Venezia e delle Basiliche

di S. Maria Maggiore e S. Maria in Trastevere a Roma.

In queste opere dove si fa evidente l'influsso orientale,

l'ambiente descritto è la grotta, che in quei tempi

si utilizzava per il ricovero degli animali, con gli angeli

 annuncianti mentre Maria e Giuseppe sono raffigurati

 in atteggiamento ieratico simili a divinità o, in antitesi,

 come soggetti secondari quasi estranei all'evento

rappresentato. Dal secolo XIV la Natività è affidata

all'estro figurativo degli artisti più famosi che si cimentano

in affreschi, pitture, sculture, ceramiche, argenti, avori

e vetrate che impreziosiscono le chiese e le dimore

della nobiltà o di facoltosi committenti dell'intera Europa,

 valgano per tutti i nomi di Giotto, Filippo Lippi,

 Piero della Francesca, il Perugino, Dürer, Rembrandt,

Poussin, Zurbaran, Murillo, Correggio, Rubens e tanti altri.

Il presepio come lo vediamo realizzare ancor oggi ha origine,

secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco

 di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme,

con personaggi reali, pastori, contadini, frati e nobili tutti coinvolti

nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223;

 episodio poi magistralmente dipinto da Giotto nell'affresco

 della Basilica Superiore di Assisi. Primo esempio di presepe

inanimato, a noi pervenuto, è invece quello che Arnolfo di Cambio

scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano

 le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma.

 Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti modellano statue di legno

o terracotta che sistemano davanti a un fondale pitturato

 riproducente un paesaggio che fa da sfondo alla scena della Natività;

 il presepe è esposto all'interno delle chiese nel periodo natalizio.

 Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto

il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III

di Borbone e nel resto degli Stati italiani. Nel '600 e '700

gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione

un'impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano

 ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà,

 della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni

giornaliere o nei momenti di svago: nelle taverne a banchettare

o impegnati in balli e serenate. Ulteriore novità è la trasformazione

delle statue in manichini di legno con arti in fil di ferro,

 per dare l'impressione del movimento, abbigliati

con indumenti propri dell'epoca e muniti degli strumenti di svago

 o di lavoro tipici dei mestieri esercitati e tutti riprodotti

con esattezza anche nei minimi particolari. Questo per dare

 verosimiglianza alla scena delimitata da costruzioni riproducenti

luoghi tipici del paesaggio cittadino o campestre: mercati, taverne,

 abitazioni, casali, rovine di antichi templi pagani.

 A tali fastose composizioni davano il loro contributo artigiani vari

e lavoranti delle stesse corti regie o la nobiltà, come attestano

gli splendidi abiti ricamati che indossano i Re Magi o altri personaggi di spicco,

 spesso tessuti negli opifici reali di S. Leucio. In questo periodo

 si distinguono anche gli artisti liguri in particolare a Genova,

e quelli siciliani che, in genere, si ispirano sia per la tecnica che per il realismo scenico,

 alla tradizione napoletana con alcune eccezioni come ad esempio

l'uso della cera a Palermo e Siracusa o le terracotte dipinte a freddo

di Savona e Albisola. Sempre nel '700 si diffonde il presepio meccanico

o di movimento che ha un illustre predecessore in quello costruito

da Hans Schlottheim nel 1588 per Cristiano I di Sassonia.

 La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel '800

quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce

un presepe in casa riproducendo la Natività secondo

i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso

 o terracotta, carta pesta e altro - forniti da un fiorente artigianato.

 In questo secolo si caratterizza l'arte presepiale della Puglia,

specialmente a Lecce, per l'uso innovativo della cartapesta,

 policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro

di fil di ferro e stoppa. A Roma le famiglie importanti per

censo e ricchezza gareggiavano tra loro nel farsi costruire

i presepi più imponenti, ambientati nella stessa città

o nella campagna romana, che permettevano di visitare

ai concittadini e ai turisti. Famosi quello della famiglia

 Forti posto sulla sommità della Torre degli Anguillara,

o della famiglia Buttarelli in via De' Genovesi riproducente Greccio

e il presepe di S. Francesco o quello di Padre Bonelli

nel Portico della Chiesa dei Santi XII Apostoli, parzialmente

 meccanico con la ricostruzione del lago di Tiberiade solcato

 dalle barche e delle città di Gerusalemme e Betlemme.

 Oggi dopo l'affievolirsi della tradizione negli anni '60 e '70,

causata anche dall'introduzione dell'albero di Natale,

 il presepe è tornato a fiorire grazie all'impegno di religiosi e privati

che con associazioni come quelle degli Amici del Presepe,

Musei tipo il Brembo di Dalmine di Bergamo, Mostre,

tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma;

dell'Arena di Verona, rappresentazioni dal vivo come quelle

della rievocazione del primo presepio di S. Francesco a Greccio

e i presepi viventi di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto

e soprattutto la produzione di artigiani presepisti, napoletani e siciliani

 in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato,

 hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività

e tutti i personaggi della simbologia cristiana del presepe.

 

Presepe?......si...grazie......

 

Il Presepe è la rappresentazione della Natività con la mangiatoia e le figure della sagra Famiglia,

dei Magi, dei pastori e degli animali.

Fu San Francesco d'Assisi che rese popolare l'uso del presepe, quando alla vigilia di Natale del 1223

allestì a Greggio una rappresentazione della scena originale di Betlemme,

 completa di una famiglia di contadini che deponevano il Bambino nel fieno della Mangiatoia,

corcondata da un vero bue, da un vero asinello e dai vari pastori.

L'intenzione di San francesco era quella di enfatizzare l'aspetto umano della Natività

e di rendere il miracolo reale agli occhi del suo pubblico illetterato.

Il Presepe è conosciuto con diversi nomi, come PESEBRE, PORTAL, KRIPP.

Queste rappresentazioni possono essere semplici prodotti fatti in casa

o collezioni molto costesemesse insieme nel corso dei secoli e che occupano molte stanze di qualche museo o palazzo.

La chiesa francescana dell'Ara Coeli a Roma possiede uno dei più grandi

e meravigliosi presepi al mondo; la mangiatoia ospita il famoso Bambino coperto da gioielli,

una statua intarsiata nel legno proveniente dal Monte degli Ulivi.

L'interesse degli italiani per il Presepe risale al Medioevo;

la chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma ne ospita uno che risale alla fine del XIII secolo.

Oggi sono allestiti in tutto il mondo presepi viventi, sono fatti a scuola dai bambini,

 si possono ammirare nelle chiese, ma quelli allestiti nelle case sono i più importanti

 per la celebrazione del Natale in Italia.

 A dicembre si montano e si preparano senza la statuina di Gesù Bambino,

che viene messo nella mangiatoia solo la mattina di Natale.

 

Se vuoi  andare lontano

in quel tempo che fu

dove nacque a Bethlem

il Bambino Gesù,   

*

guarda in alto, nel cielo,

e vedrai la cometa :

se tu segui la scia,

ti conduce alla meta,

*

in un grande paese

dove ognuno sa fare

il pastore di allora,

 ora è qui , a Grottammare,

*

 

dove è tanta la gente

qui giunta da altrove:

se non t'affretti,

più posto non trovi!

*

...Varcando la porta,

sei già nel passato:

nel mondo artigiano

di un tempo lontano.

*

Salendo le rughe

- viuzze di ieri -

vedrai nelle grotte    

i vecchi mestieri;

*

...E giunti alla Grotta,

nel cuore si sente

che il tempo passato

è sempre presente...

*

Allor tutto quanto 

diventa un incanto,

e il mare, dal basso,

ripete il suo canto.

( del poeta Arturo La Scala, quartiere Ischia 1, figurante dell'Arte del Legno nel Presepe Vivente di Grottammare anno 2004 )

Splendido Mare Adriatico sottostante il paese alto, nella 1° giornata del Presepe Vivente ( 26 dicembre 2004), foto scattata da Alessandro Testatonda per il sito della Parrocchia di S.Pio V ( www.sanpioquinto.it )


 

GROTTAMMARE 26 DICEMBRE 2006

Il mio presepio

Presepio è un nome che parla d’amore.

Presepio è il desiderio di una famiglia nel cuore.

Presepio è come il sorgere del sole al nascere di una vita.

Presepio è ritornare all’infanzia con un cuore da fanciullo.

Presepio è avere una stella che ti guida sulla strada della vita.

 

Gaetano Zanin

 

 

 


natale da anna

Glitter By Rom@n@deROM@ /DIV>
vi augura buon natale e felice anno

natale

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buon natale

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buon natale cari amici che sia buono per tutti nel vero senso del natale
 

OrocopoCentroIsa

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annawrote:
Ciao Anna
era da un bel pó che non passavo da te. Vedo che hai cambiato la prospettiva del tuo spaces, complimenti m,i piace. Come stai? Spero di sentirci presto.
Ti lascio miei cari saluti con un sereno e felice fine settimana un abbraccio da Anna
 
 
 
Mar. 28

MUITA PAZ E ALEGRIAS NO ANO DE 2009.

 FELICIDADES E REALIZAÇÃO DE TEUS SONHOS.

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Quando voces vão voltar amigos?

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Ciao un saluto e un sorriso sempre......
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